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Notiziario della domus Marcel Lefèbvre
nr.1 del 8 giugno 2010



Monsignore Fellay si difende dalle accuse di antisemitismo


Il 10 maggio Stephan Braun (50) - deputato socialista del Land Baden -Wurttemberg- ha fatto un inchiesta contro la Fraternità San Pio X.
Braun cita Mons. Fellay che avrebbe detto nel 1994:
"Il cattolico ... si vede di fronte a una schiera di nemici- il mondo è pieno di diavoli. Lei parla di nuovi e vecchi eresiarchi; vedo sopratutto il neo protestantesimo fino alle sette fondamentaliste; i massoni e non per ultimo influenzato dal sionismo internazionale e diretto da lui".
„Der Katholik […] sieht sich einer ganzen Front von Feinden gegenüber – die Welt ist voller Teufel. Sie sprechen von alten und neuen Ketzern; ich sehe insbesondere den Neoprotestantismus bis hin zu den fundamentalistischen Sekten; die Freimaurer, nicht zuletzt vom internationalen Zionismus beeinflußt und gesteuert“.(kreuz.net)
Braun chiede al parlamento se si tratta in questa affermazione di "antisemitismo".
Monsignore Bernard Fellay dichiara che la citazione non è del 1994 ma del 1988 e che
dopo più di due decenni è anche possibile cambiare opinione.
Dunque in seguito alle pubbliche prese di di distanza dal fondatore anche qualche revisione storica.

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Monsignore Williamson difeso(?) dai suoi avvocati durante il processo di Ratisbona il 16 aprile scorso.


Le note prese da Guntter Deckert durante il processo del 16 aprile 2010 a Ratisbona (publicate in kreuz.net) riferiscono una dettagliata cronica nella quale vengono anche riportate le parole dei difensori di Mgr. Williamson.

il difensore (?) Lossman prende la parola. Dichiara all'inizio di credere "alla realtà storica dell'olocausto" e di ritenere che il paragrafo 130 (incitazione del popolo all'odio) non solo è giusto ma che deve essere mantenuto. La sua tattica (?): per via delle circostanze particolari (!) non ci sarebbe punibilità secondo la legge tedesca.
...

Poi il difensore Lossman chiese al suo testimone Krah: Mgr Williamson ha un debole per le teorie della congiura? Krah rispose di si. Mgr Williamson avrebbe anche strane opinioni sulla storia dell'Olocausto, ma dice sempre quello che ritiene essere giusto. E' sicuro della sua opinione. Lo si desume anche dalla conversazione con lui. A lui interessa la verità. Il suo problema però è la conoscenza della verità che Krah interpreta come "problema della conoscenza disturbato".
Il testimone (?) Krah aggiunge che Monsignore Williamson è ritenuto all'interno della Fraternità come un "marginale", piacevole, colto ma eccentrico solitario con grande carisma personale. Lo (i superiori) si affronta con sentimenti ambivalenti...

Dio proteggimi dagli amici....

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Monsignore Padovese: "il dialogo teologico con l'Islam non è possibile".

Il Papa ha esortato tutti i cristiani ad avere "una comune capacità" di dialogo con i musulmani che - ha riaffermato con forza - "sono nostri fratelli nonostante le diversità".
L'ombra dell'omicidio di mons. Luigi Padovese "non ha nulla a che fare", "non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi" e " non deve oscurare in alcun modo il dialogo con l'Islam". Sono le parole nette pronunciate da Benedetto XVI nella conferenza stampa in aereo, durante il viaggio a Cipro.

"Di sicuro - ha spiegato Ratzinger - non si tratta di un assassinio politico, religioso".
Radio Vaticana nelle notizie del 4 giugno alle 13:30 ha fatto il riepilogo della vita di Mgr. Padovese. Vengono ricordati il suo carattere mite e conciliante da una parte ma anche le sue interviste in favore della difesa della comunità cattolica. Viene specialmente riportata una frase: Il 5 febbraio scorso per ricordare l’anniversario dell’assassinio di don Andrea Santoro, il sacerdote fidei donum ucciso quattro anni fa nella chiesa di Santa Maria a Trabzon, mons. Padovese era stato intervistato dalla Radio Vaticana. «.Tenendo presente che all’est e al nord della Turchia i discendenti di antiche famiglie cristiane sono centinaia di migliaia, ritengo che il cambiamento sociale e politico in atto, per quanto lento, possa produrre in molti un ritorno alla fede dei padri. Un discorso a parte merita il rapporto con l’islam. Credo che un dialogo a livello teologico sia impossibile, mentre è possibile lo sforzo comune per un maggior rispetto, frutto di una chiarificazione di pensiero e di approfondita conoscenza reciproca". Poi certo auspica la pacifica convivenza. Fa riflettere questa parola. Rassomiglia a quella parola dell'autorità musulmana riportata da Mgr. Bernardini, vescovo di Smirna in Turchia: 'grazie alle vostre leggi vi invaderemo, grazie alle nostre leggi vi domineremo'. Il tentativo di ratzinger di minimizzare la morte violenta di Monsignore Padovese fa pensare che il prelato potrebbe essere più vittima del'ecumenismo (religione debole) che non della violenza islamica.
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La FSSPX sulle discussioni teologiche con le autorità romane: "il dialogo si svolge in un clima buono e costruttivo... un processo di comprensione con Roma... nel servizio all'unione"(kath.net Ratisbona).
Una grande vittoria modernista.

Con tutto il rispetto per il venerando prelato, ma Monsignore Gherardini chiede a Ratzinger, che ancora oggi nega la realtà dei misteri fondamentali della religione cattolica, se il Concilio Vaticano II è in continuità con la Tradizione. Si rende conto che il pensiero modernista esclude i principi di buon senso che permettono di distinguere il vero dal falso? Sottomettere a un "magistero modernista" l'esame del Concilio è un metodo, una via impercorribile proprio per il vizio intrinseco del modernismo, "cloaca massima" delle eresie, cioè la corruzione della ragione ancor prima della negazione del dogma. E se avessimo chiesto a Lutero se era eresiarca, a Stalin se nuoceva alla società, ai pedofili se nuocciono ai bimbi? Allora vado dal ladro che mi ha rubato la casa e discuto con lui se ci è stato il passaggio di proprietà. Dopo sessant'anni mi concede che non c'era contratto di compri vendita. Io grido alla vittoria e ricevo in compenso magari un posticino nella mansarda chiedendo magari scusa di aver rivendicato nei ultimi sessant'anni tutta la casa. A vinto il ladro come hanno vinto le autorità moderniste.

Il grande grido di battaglia è il libro di Mons. Bruno Gherardini. Bene. Ribadisce che per essere veramente cattolico il Concilio Vat.II deve essere nei suoi testi in continuità con i venti concili che lo precedono. Se questo non fosse - risultato di un esame di ogni documento nei suoi argomenti, nelle sue fonti anche remote, ecc.. - il Concilio Vaticano II non sarebbe dogmatico ma solo pastorale. Bene. Se dunque non è dogmatico non c'è bisogno di aderirvi come al credo. Bene. Se non devo aderire al concilio Vaticano II in tutto e per tutto caderebbe per i tradizionalisti "quella tremenda condizione" posta dal vaticano alla FFSPX per essere riconosciuta. Bene. E adesso parliamo di grande progresso quando andiamo a chiedere agli apostati di spiegarci che si trattava di un concilio pastorale. Che vittoria! "Siamo i primi con i quali le autorità vaticane parlano. La Fraternità San Pietro, il Buon Pastore, ecc... non ci sono riusciti. Noi siamo cosi incisivi che devono accettare di "trattare" con noi". Illusione puerile! La vittoria è tutta delle autorità moderniste. Una Fraternità che corteggia Ratzinger come vero papa capace di salvare la situazione e perciò non va più all'attaccato pubblicamente. La qualifica di San Giovanni di "anticristo" per chi divide e nega Gesù Christo non gli viene più attribuita. Il compromesso liturgico con il modernismo nella celebrazione della nuova fede nel vecchio rito è consummato con la partecipazione attiva alla preghiera pubblica della chiesa modernista. Il plauso alla tolta delle scomuniche mai esistite mettono di fatto il mondo della FSSPX nell'ambito della chiesa ufficiale. L'illusione puerile rischia di trasformarsi in tradimento adulto.
Obiezione: Ma è la prima volta che la chiesa ufficiale pone la domanda se c'è continuità fra Tradizione e Concilio Vaticano II! E' un gran progresso!
Risposta: No. Già durante il Concilio in aula è stato proclamato che questo Concilio era un 1789, una rivoluzione della Chiesa. Già Ratzinger parlava di un anti sillabo. Già Mons. Lefèbvre aveva concluso alla fine della sua lunga battaglia che questo Concilio è teologicamente irrecuperabile.





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