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La colpa collettiva del popolo ebraico circa il deicidio. Il Santo Vangelo e San Tommaso d’Aquino sconfessano le teorie di Benedetto XVI nel nuovo libro su Gesù di cui sono stati pubblicati alcuni passaggi.“Appena fatto giorno, tutti i principi dei Sacerdoti e gli anziani del popolofecero un complotto contro Gesù per farlo morire; ….Ma i principi dei Sacerdoti e gli anziani persuasero il popolo a chiedere Barabba e a far morire Gesù…Pilato, adunatisi quelli, disse loro: ‘chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù chiamato Christo?... Qual dei due volete che vi liberi? Tutti risposero:Barabba!’” Sono le parole del vangelo di San Matteo. La massa che gridava ‘Barabba’ non era, come sostiene Benedetto XVI, il partito dei sostenitori di Barabba . Se fossero stati i sostenitori di Barabba non serviva che fossero convinti dalle autorità. Quelli che gridavano erano coloro che pochi giorni prima gridavano ‘osanna, figlio di David’. Non è dunque vero quello che scrive Benedetto XVI: “...la voce del popolo su cui il diritto romano contava era presentata in modo unilaterale.”San Tommaso commenta il passaggio del vangelo secondo san Matteo (XXVII, 24-26) insegnando che Pilato cercò di liberare Gesù. Prima con le parole: ‘chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù chiamato Christo?... Qual dei due volete che vi liberi?; e poi con i fatti, lavandosi le mani.Dio rivela dunque attraverso l’evangelista Matteo fatti storici. Benedetto XVI invece scrive: Matteo sicuramente non esprime un fatto storico.Infine San Tommaso spiega la frase -“Il sangue suo ricada su noi e sui nostri figli!”(XXVII,25)- con queste parole: E cosi avviene che il sangue di Cristo è richiesto da loro fino a oggi; e bene conviene quello che è detto in Genesi IV,10: ‘la voce del sangue del tuo fratello Abele grida a me dalla terra’. Ma il sangue di Cristo è più efficace di quello di Abele, cioè ‘parla meglio di quello di Abele (Ebrei, XII,24)’. ‘Però voglio che sappiate e conosciate che, se voi mi mettete a morte, mettete il sangue innocente su di voi’(Geremia, XXVI,15)(commento a S.Matteo, 2338-2343).‘Fino a oggi’ significa che tutt’ora Gesù Cristo aspetta la conversione degli ebrei, e che fino a che non si convertono ‘mettono il sangue innocente su di loro’.Secondo Ratzinger, il popolo non ha detto, ma avrebbe detto quella frase. “… secondo Matteo «tutto il popolo» avrebbe detto: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Invece di rimanere in continuità con la Tradizione Ratzinger rompe con l’insegnamento costante della Chiesa, nega il fatto storico riportato dal vangelo e chiede che “in base alla fede bisogna leggere in modo totalmente nuovo la parola di Matteo sul sangue”. Infatti non si prega più per la conversione degli ebrei. Si sta piuttosto assistendo alla conversione della chiesa all’ebraismo talmudico. Certamente questa lettura ‘totalmente nuova’ del vangelonon contribuisce a sedare i razzismi. Anzi, fomenta il razzismo della religione fondata sulla razza.Rifiuto con santa indignazione questa falsificazione storica dei vangeli. E’ un oltraggio fatto alla dottrina di Nostro Signore Gesù Cristo e al Suo sacrificio sulla croce. Continuo a pregare perla conversione degli che sicuramente verrà.Don Floriano AbrahamowiczDomus Marcel Lefebvre7 marzo 2011festa di San Tommaso d’Aquino